13 gennaio 2018

Parole nuove

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12 gen. 2018: incontro alle Stelline
Tavoli programmatici: locandina

PAROLE NUOVE

Per il futuro della Lombardia è molto importante quello che è successo ieri alle Stelline.
Una sala affollata di gente, attentissima, ha ascoltato Giorgio Gori, candidato del centrosinistra alla Presidenza della regione.

Una attenzione profonda, costante, che ha accompagnato tutto il suo discorso con cui rendeva all’aula i risultati e le suggestioni emerse dal “Seminario tematico per la Lombardia”. (–> http://bit.ly/2FzSRR2)

Ebbene: quello che hanno colto tutti, compresi i giornalisti (presenti in gran numero) è stato quel tono diverso, quella percezione di novità che via via si precisava, provocando anche brividi di sintonia nella platea in forma di applausi.

Sì. Abbiamo sentito parole nuove, che hanno dato profondità, articolazione ed anche eleganza alla visione di GORI.

2018-01-13Forse sono troppo emotiva, ma non vi nascondo di aver avuto fremiti di condivisione e anche qualche momento di commozione, quando GORI esprimeva molti di quelli che sono anche i miei pensieri, con la sua pacatezza di sempre, ma con forza, con una chiarezza nuova, con una capacità di convincimento che spero arrivi a quanta più gente possibile, al di là delle appartenenze, delle sigle dei partiti, delle polemiche e dei calcoli politici: è un dovere civico di tutti quanti noi, impegnati nella tutela e promozione del bene comune, indicare delle vie d’uscita, delle soluzioni ai problemi, delle strade nuove per lo sviluppo della nostra comunità regionale.

E Giorgio GORI è impegnato a farlo, lavorando sulle tematiche emergenti e sui problemi antichi e magari di sempre, ma riuscendo a trovare parole nuove per stimolare il nostro impegno.

Sono nuove parole che motivano e mobilitano la nostra coscienza.

Ve ne riporto qualcuna così come l’ho fissata nei miei appunti.
Per esempio, #CRESCITA: che si basa sul #LAVORO, da dove passano i #SOGNI, le #ASPIRAZIONI, il #BENESSERE e la #SICUREZZA delle persone.
#DIRITTO allo studio e #FORMAZIONE.
#INCLUSIONE, come atteggiamento guida nei confronti delle persone anziane e delle nuove fragilità, delle condizioni dei migranti, verso i giovani e le loro esigenze di socialità, includere i ragazzi nel mondo della scuola, e così via.

Ma ho sentito anche parole nuove sul #METODO con cui declinare i valori stessi della politica.
#LAICITÀ, innanzitutto. Che vuol dire zero discriminazioni, rispetto delle diverse fedi religiose; e quindi vuol dire anche accoglienza, integrazione.
#LEGALITÀ. Che vuol dire onestà nel lavoro, trasparenza della pubblica amministrazione, e dei comportamenti dei politici.
#SEMPLIFICAZIONE. Un concetto finora abusato ma mai pienamente applicato; un concetto che arriva dappertutto, dalle istituzioni alle imprese ai singoli cittadini: è semplificando che si attua la trasparenza.

GORI quindi non si presta al gioco delle promesse elettoralistiche, dei programmi roboanti costruiti sul nulla.
Nelle sue argomentazioni c’è invece una attenzione al particolare, al quotidiano, che le carica soprattutto di concretezza.

In questo modo GORI sta facendo nei suoi interventi un paziente ma bellissimo lavoro per ridare senso alle parole; parole che nella legislatura appena conclusa sono state stravolte e bistrattate.

La cosiddetta ‘riforma’ sanitaria, per esempio. Con un risultato così lontano dal significato di ‘riforma’ che lo stesso centrodestra già in partenza ha dovuto cambiare termine, chiamandola ‘evoluzione’ del sistema sanitario. Si è fatto, cioè, il contrario di quello che si è detto: si è parlato di meno ospedali e medicina del territorio, e siamo arrivati al contrario che tra un pò ospedalizziamo anche i malati cronici…

Anche qui, sulla sanità, occorrono parole nuove.

E Giorgio GORI le sta pronunciando, costruendo, un discorso dopo l’altro, un nuovo vocabolario, il suo vocabolario: tutti quanti dobbiamo impegnarci affinchè esso possa diventare, dopo il 4 marzo, la nuova lingua della Regione Lombardia.

#faremeglio #13 #xGori #xlalombardia