14 gennaio 2018

Lombardia 4 Marzo. Una sfida che possiamo vincere

14 gen. 2018  —  newsletter_3

Carissimi,
il nuovo anno è cominciato portando sorprese e chiarimenti.

Con la sua rinuncia alla competizione elettorale Maroni ha chiuso una legislatura deludente, scatenando nella Lega e nel centrodestra molte polemiche che saranno una continua fonte di instabilità.

Non solo.

Come ho sottolineato qui Maroni ha abbandonato la Lombardia lasciando problemi irrisolti e promesse non mantenute. (qui l’elenco)

Oggi perciò appare in tutta la sua chiarezza ed evidenza che fare,meglio nel governo della Lombardia è davvero possibile!

L’ottimismo sul fatto che possiamo farcela a vincere la sfida del 4 marzo è diventato un comune sentire.
E alla luce di questi avvenimenti dobbiamo riconoscere che il nostro candidato Giorgio Gori ha fatto proprio bene a centrare la sua campagna sullo slogan #FareMeglio: senza polemiche dobbiamo puntare a migliorare le cose nella nostra regione, cambiando quello che c’è da cambiare per portarla fuori dalla palude in cui l’ha lasciata il centrodestra.

Ciò che ci interessa non è (e non deve essere) la contrapposizione tra le diverse parti e fazioni, bensì la nostra capacità propositiva di incidere con programmi appropriati al posizionamento della Lombardia: innanzitutto della sua capacità di soddisfare le esigenze di tanti cittadini fragili ed oppressi da ansie e preoccupazioni quotidiane; poi del suo sviluppo economico a confronto con le altre aree metropolitane europee; e infine della sua capacità di amministrazione del territorio, superando l’esagerato centralismo con una maggiore autonomia a Comuni e aree vaste della regione.

Queste sono le linee su cui Giorgio Gori ha costruito un dettagliato programma di governo regionale, concreto e senza sparate elettoralistiche, nel confronto con i tanti cittadini lombardi che sta incontrando nelle sue 100 tappe in tutta la Lombardia.

Si tratta di un metodo basato sull’ascolto e la responsabilità degli impegni presi, che già oggi si può apprezzare per la sua giusta impostazione e che non mancherà di dare i frutti sperati.
Come ho già avuto modo di scrivere io sono convintissima di ciò. Ma, in tutta umiltà, dico anche che non è male fare prima i conti con la realtà.
In questi tre anni di attività nel Consiglio regionale non vi nascondo che ho avuto molto da imparare. Almeno quanto basta per poter fare, e meglio -per l’appunto- un ruolo che ho responsabilmente ricoperto in una posizione di minoranza e che auspico di poter svolgere ancor più efficacemente se diventiamo maggioranza.

Me lo auguro non per mia mera soddisfazione, ma per meglio interpretare, e quindi rappresentare, le esigenze e i valori vostri e dei tanti cittadini che non si riconoscono appieno nei partiti e però –ciononostante- con spirito civico vogliono responsabilmente partecipare alle scelte politiche che incidono sulla nostra comunità.

Lavoro, Famiglia, Sicurezza, Ambiente sono –come potete vedere- i punti forti del mio impegno, in linea con il programma di Gori: nei prossimi contatti di questa lettera mi farà molto piacere poterli dettagliare in modo da poter ricevere, da tutti voi, commenti, consigli, suggerimenti.

Questo civismo partecipativo ha, più che in altre parti d’Italia, una forte espressione a Milano e in Lombardia. E, secondo me, non è azzardato dire che proprio questo tipo di civismo è stato l’anima della nostra buona politica.

Sia nell’esperienza del Patto Civico Ambrosoli, il cui apporto alla vita del Consiglio regionale è comunque stato importante (come si può vedere nel’Rendiconto politico‘ appena pubblicato qui).
Sia nell’esperienza di Pisapia, con l’apporto del Movimento Milano Civica, di cui sono tuttora membro del Consiglio direttivo. E anche nella più recente vicenda della lista Noi,Milano che ha portato all’elezione di Beppe Sala quale Sindaco di Milano.

Sono tutti passaggi in cui si è potuto misurare l’apporto fondamentale del civismo. E credo che il civismo, forte non solo a Milano ma anche in tutta l’area metropolitana, può ancora dare un contributo decisivo ed essere protagonista di questa sfida.

È con questo fermo convincimento che -non da politico di professione, ma da Consigliere uscente- ho preso la decisione di ricandidarmi. Non sarà facile. Ma credo che un tale obiettivo possa essere a portata di mano se si riescono ad evitare -anche nel nostro campo- frantumazioni, contrapposizioni, personalismi, tutte tossine che avvelenano troppo spesso la politica. Con tutta l’attenzione necessaria, e anche una punta di umiltà, sono pronta ad evitare -io per prima- competitività esasperate ed ingiustificate: se saremo tutti uniti, se non disperderemo il nostro entusiasmo nella contrapposizione, se metteremo insieme risorse ed energie sono certa di poter sostenere la sfida.

Tutti insieme abbiamo comunque un compito: convincere le persone, e soprattutto i più giovani, che innanzitutto occorre andare a votare per avere voce in capitolo nello svolgimento della vita democratica; e ancora, che bisogna andare a votare perché con un candidato come Giorgio Gori possiamo farcela!

Vincere la sfida per una Lombardia migliore e per costruire bene il nostro futuro dipende solo da noi!
Ogni vostro suggerimento sarà più che gradito. E resto a vostra disposizione per ogni consiglio e necessità.

Non esitate a contattarmi!

Insieme ai più cordiali saluti, rinnovo anche a tutti gli Auguri per un Buon 2018
Silvia Fossati Vernocchi