3 Marzo 2016

6 mesi di lavoro in Regione Lombardia

Il mio 2015 in Consiglio: un riassunto dei miei primi 6 mesi di lavoro in Regione Lombardia …. 

Quella che vi presento di seguito è una sintesi, suddivisa per grandi temi, del lavoro svolto in questi primi sei mesi della mia nuova avventura, iniziata il 28 luglio 2015, nel Consiglio regionale della Lombardia con il gruppo Patto Civico.

Reddito di autonomia: da alcuni mesi partecipiamo al tavolo di lavoro costituito ad hoc, portando nostre proposte concrete e organiche, con l’obiettivo di ottenere un impegno autentico sul tema e non un provvedimento vuoto, riedizione di misure già esistenti, da sfruttare soltanto a fini elettorali. Al momento, però, il progetto è naufragato sulle divisioni del centrodestra, con Lega e Ncd che non riescono a mettersi d’accordo nemmeno sul sostegno per chi vive condizioni di difficoltà economica. E così tutto resta fermo in attesa di una verifica di maggioranza.

Sanità: ci siamo spesi a lungo nel tentativo di migliorare il testo della riforma approvata ad agosto che alla fine è passata con grossi ridimensionamenti e grandi ritardi. In particolare ci siamo battuti per portare a casa almeno un primo passo verso l’affermazione del merito nelle nomine dei Direttori generali: i test per la valutazione si sono tenuti a dicembre e hanno prodotto una piccola rivoluzione rispetto al passato, anche se la logica della spartizione politica è davvero dura a morire.

Referendum: Maroni e la Lega intendono spendere 30 milioni di euro  per chiedere ai lombardi se vogliano maggiore autonomia per la loro Regione. Da subito abbiamo evidenziato come la consultazione sia costituzionalmente inutile e troppo generica. Comporta uno spreco ingiustificabile di risorse, che andrebbero investite in modo differente, a reale beneficio dei cittadini. I costi della propaganda leghista non possono ricadere sulle spalle della collettività!

Città Metropolitana: una partita che ci sta particolarmente a cuore e che stiamo affrontando sotto diversi aspetti, ad esempio sul tema dei precari o in merito al CAM su cui, proprio nella discussione del bilancio, abbiamo ottenuto la promessa di intervento della Giunta.

Legge cooperazione: lo scorso ottobre il Consiglio ha approvato un provvedimento che ha il merito di riportare l’attenzione su un mondo spesso trascurato ma invece rappresentativo di una realtà consolidata e fondamentale in Lombardia, nell’integrazione, nella formazione e nell’inclusione sociale a favore dei lavoratori deboli. Certo poteva essere più coraggioso e innovativo, ma siamo riusciti a dare  alcuni contributi importanti, nell’ambito per esempio delle cooperative di autogestione e dei rapporti con le rappresentanze degli inquilini Aler, sulla definizione dei ruoli dei circoli cooperativi, sulla trasparenza e anche sul sostegno ai lavoratori svantaggiati. Unico neo, la solita inaccettabile timidezza sulla parità di genere.

 Fotovoltaico: ci siamo occupati della crisi del settore in Brianza, che ha posto tante persone in grave difficoltà. E in sede di finanziaria, abbiamo ottenuto l’inserimento nel bilancio previsionale 2016-2018 di un finanziamento per la riqualificazione dei lavoratori.

Viaggio in Lombardia: ho preso parte a questa iniziativa di conoscenza dei territori che, nel complesso ha portato i consiglieri regionali in giro per le 12 province lombarde per incontrare oltre 4 mila cittadini, 184 autorità civili, 11 religiose, 48 realtà del lavoro e del commercio, 25 strutture di cura e solidarietà, una decina di realtà formative e visitare 27 monumenti e luoghi di arte e cultura.